martedì 25 agosto 2009

Grillo168 - Il cavallo contromano

Banche Armate, un orrore nel silenzio



Il primo documentario che fa luce sugli Istituti bancari che appoggiano il commercio internazionale di armamenti con i soldi dei propri correntisti a loro completa insaputa .

LA NUOVA FRONTIERA DELLA SICUREZZA: IL CONTROLLO DELLE CONVERSAZIONI


















Martedì, 25 Agosto 2009

di Alessandro Iacuelli Pare che sia l'ultima novità, in fatto di controllo degli spazi pubblici. Evidentemente non sono sufficienti i milioni di telecamere posizionate nelle strade di quasi tutte le città del mondo, comprese le nostre. Evidentemente il controllo va esteso, e non basta vedere i volti di coloro che salgono sui treni o prendono l'autobus. L'esperimento pilota, per ora, riguarda la città americana di Baltimora, dove la MTA, Maryland Transportation Administration, la società che gestisce i trasporti pubblici, ha richiesto tutte le autorizzazioni legali per poter installare microfoni atti a captare e registrare tutte le conversazioni di passeggeri e personale sui treni metropolitani e sugli autobus della città.

Se qualcuno si meraviglia, o magari grida subito al mancato rispetto per la privacy, dovrebbe allora notare che già oggi è spiato da continui occhi elettronici, le telecamere CCTV, ad ogni passo che compie. In quanto tempo è stato possibile far accettare all'opinione pubblica di essere spiata in modo invasivo dalle CCTV? Certamente pochissimo: dopo tutto, la gente ha iniziato semplicemente a passeggiare per strada ignorando gli occhi elettronici che spiano. Quindi, si sono detti a Baltimora, perché non dovrebbe essere accettato, dopo un sistema "osserva-tutto", anche un sistema "ascolta-tutto"?

In effetti, a Baltimora non si rileva alcuna particolare reazione negativa da parte della società civile o della stampa. Sui quotidiani locali si legge piuttosto il comunicato ufficiale della MTA che recita: "The MTA is considering installing audio surveillance equipment on its buses and trains to record conversations of passengers and employees, according to a letter sent by the MTA's top official to the state Attorney General's Office."

In proposito, l'Amministratore delegato della società Wiedefeld, ha dichiarato che "la MTA ha già installato da anni impianti CCTV in grado di registrare in video tutto ciò che avviene sui veicoli delle sue flotte ferroviarie e su gomma. Come deterrente all'attività criminale, e per ridurre altre situazioni di rischio a bordo dei veicoli, la direzione dell'agenzia ha considerato di aggiungere anche la registrazione audio, a quella video già in uso".

Ma anche all'interno della stessa MTA le voci non sono concordi. Infatti, la signora Beverly Swaim-Staley, segretaria generale dell'MTA, ha dichiarato lunedì 17 agosto alla stampa che dal suo punto di vista la proposta è da ritirare, anche perché si teme l'opinione legale che potrebbe arrivare dall'avvocatura generale dello Stato del Maryland. Secondo la signora Swaim-Staley, "la questione andrebbe rivista a livello legislativo, prima che la MTA possa avere delle conseguenze di tipo legale da un'iniziativa del genere".

La dichiarazione, quindi, va letta come un "ci piacerebbe tantissimo farlo, ma temiamo che la gente si arrabbi, per cui speriamo che qualcuno prima faccia una bella legge che ci permetta di farlo senza che nessuno possa protestare". Nessuna parola circa le libertà civili che andrebbero eliminate salendo su un autobus o sulla metropolitana di Baltimora.

La questione è venuta alla luce perché è stata riportata dalla testata online Maryland Politics Watch, unica a dare spazio alla vicenda. Come conseguenza, anche le testate su carta di Baltimora hanno dovuto "inseguire" la notizia e riportarla pubblicamente. Il contrasto legale è evidente, così com’é evidente che la mossa, a dire il vero pionieristica, dell'MTA può costituire un utilissimo precedente in tutto il mondo, per tutti quelli che intendono aumentare il controllo sulla società e diminuire le libertà civili. Immaginiamo facilmente anche da noi quanti abbraccerebbero con gioia una simile proposta. Per ora, la MTA si è limitata a chiedere un parere "di legalità" ai dipartimenti del Maryland che si occupano di giustizia, ma la cosa potrebbe eventualmente avere un excalation ed espandersi a livello federale.

Stranamente, non sono molti i critici di questa iniziativa. Tra questi c'è il giornalista Paul Gordon, che ha scritto sul suo piccolo quotidiano on-line: "Altro che Stati Uniti d'America, l'idea di permettere legalmente di registrare le conversazioni su un mezzo pubblico, è una cosa che neanche nella vecchia Unione Sovietica si sarebbe vista". Quel che è certo, è che anche per l'installazione delle telecamere CCTV tutto iniziò così, con qualcuno che chiedeva un parere legale per un "eventuale" uso di questa tecnologia. Sappiamo com’é andata a finire.

Ovviamente non abbiamo a disposizione una sfera di cristallo, per cui non possiamo sapere se tra qualche anno saremo ascoltati perennemente oppure no. In ogni caso, è meglio prepararsi per tempo ed iniziare ad allenarsi a salire sugli autobus e sulle metropolitane, parlare solo di sesso, possibilmente con una discreta dose di turpiloquio, e magari decantare le performance erotiche segrete dei/delle partners degli addetti al controllo dell'audio. Magari veniamo invitati a Villa Certosa.

Puzza di marcio
















Lunedì 24 Agosto 2009 Rosario Amico Roxas

Possibile che nessuno abbia pensato di indagare a fondo sull'interesse che il presidente del consiglio manifesta per la Libia e per Gheddafi, e le periodiche visite?

Accordi privilegiati con l'ENI, miliardi di donazioni, autostrada (che costruirà Impregilo),
Si sommano agli interessi verso la Tunisia, dove lo stesso presidente si è recato con un importante imprenditore franco-tunisino del settore televisivo;
· non va trascurato l'interesse per Russia e Turchia, quando si è imposto come presenzialista alla firma degli accordi sul metanodotto, con l'ENI sempre il prima fila di tali accordi.

Amministratore delegato dell’ENI è Paolo Scaroni, nel luglio 1992 venne arrestato con l'accusa di aver pagato tangenti al Partito Socialista Italiano chiese di patteggiare la pena: 1 anno e 4 mesi, sotto la soglia della carcerazione. Personaggio, quindi, molto “duttile”, la cui presenza ai vertici dell’ENI non fa altro che aumentare i timori che sotto sotto possa esserci del marcio, a titolo personale , da parte di chi sar3ebbe stato in con dizione di acquisire grandi quote azionarie dell’ENI, in tempi, per i comuni mortali, non sospetti.

Lo stesso Scaroni ha espresso ferme critiche nei confronti del Governo Prodi accusato di essere inconcludente per quanto concerne le grandi opere; casualmente ricevette azioni della società sportiva AC Milan, cedutagli direttamente dal presidente Berlusconi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Scaroni

Abbandonate le macchine! O almeno state zitti

















di Daniel Tarozzi

Viviamo in città sempre più inquinate e trafficate. Passiamo ore delle nostre giornate imbottigliati nel traffico. I nostri polmoni sono sporchi, le orecchie stanche, i nervi tesi. Eppure restiamo immobili. Ma io sono stanco.

Vivo a Roma. E non è semplice. La metropolitana copre solo una piccola parte della superficie della città. Gli autobus sono imbottigliati nel traffico e le attese possono durare decine di minuti o anche ore. La bicicletta è un mezzo nobile, ma difficile da usare in una città fondata su sette colli, con distanze chilometriche e con un’aria irrespirabile.

E così, pur sentendomi un po’ in colpa, mi muovo in motorino. E lo so che i motorini inquinano. Ma almeno mentre inquinano si muovono e quindi il tempo in cui restano accesi è contenuto. Mentre svicolo in una vera è propria prova di sopravvivenza tra le auto che formano il traffico romano, mi guardo intorno e spesso la rabbia mi assale.

Guardo le auto, lucide o sporche, nuove o vecchie, Euro 0 o Euro 4 regolarmente popolate da un solo individuo, generalmente munito di cellulare all’orecchio. Osservo le facce, sempre più cupe, sempre più grigie, sempre più nervose o – peggio – scoraggiate.

Quanto odiamo il traffico noi romani. Eppure, eccoci lì, tutti seduti con i nostri flaccidi sederi sui nostri sedili. Uno per macchina a intasare le strade, inquinare l’aria, assordare le orecchie, distruggere i sogni.

Che c’entrano i sogni? C’entrano eccome! Quando si passano una o due ore al giorno fermi, immobili, impotenti, nel rumore, nell’isteria e questo avviene prima e dopo durissime giornate di lavoro, è inevitabile che molta della nostra fantasia, della nostra energia, della nostra sensibilità svanisca insieme agli ultimi ghiacciai, alle api che muoiono, alle discariche che mancano.

Quanto ce la prendiamo con i politici che non si decidono a fare qualcosa! È sempre colpa loro, ovvio! Dei politici. Come se fossero una razza diversa e non una nostra emanazione.

“Piove, governo ladro”. “In che mondo viviamo”. “Eh, signora mia, ormai non ci si può fidare più di nessuno”. “Con questo traffico finiremo con l’impazzire”. “Dovrebbero fare qualcosa e invece sono tutti lì a rubare”.

E noi? Noi cosa facciamo? Insultiamo i politici, ci lamentiamo, siamo aggressivi, egoisti, invadenti, incattiviti. Ci trasciniamo per la città sempre più cupi e afflitti, ma no, la macchina non la lasciamo a casa.

Io sono stanco. Stanco di sentire le persone lamentarsi, immobili nelle loro automobili. Non uno che scenda, che la abbandoni quella maledetta auto.

O che almeno la lasci in garage. Perché decine di persone devono percorrere lo stesso tragitto utilizzando decine di auto?

Perché non possiamo organizzarci, non possiamo limitarne il numero, non possiamo chiudere per sempre il centro al traffico, riempirlo di autobus ecologici che passerebbero in continuazione non dovendosi bloccare nel traffico?

Milioni di esseri umani sono nati, cresciuti e vissuti senza auto eppure noi non possiamo nemmeno rinunciarci per un giorno.

Quando arrivano i risibili giovedì dalle targhe alterne andiamo tutti in paranoia. Sarà pari? Sarà dispari? Cerchiamo affannosamente un amico con la targa giusta.

Ma poi, in qualche modo, ci spostiamo. Anche senza auto. Io non voglio dire che bisogna eliminare le automobili. Sono state l'emblema di una rivoluzione straordinaria e il senso di libertà e indipendenza che sanno regalare è impagabile.

Ma la realtà è che con l’uso che se ne fa oggi, sono diventate delle prigioni in lamiera, con dodici air bag e tripla aria condizionata.

L’uso e il numero dell’auto va ridotto drasticamente e immediatamente. I nostri politici dovrebbero intervenire in proposito. Ma siamo noi che dobbiamo obbligarli ad agire. O almeno, proviamo ad avere il buon gusto di stare zitti. Zitti mentre sciogliamo i ghiacciai, distruggiamo interi ecosistemi, ingrigiamo tristemente e neghiamo un futuro ai nostri figli.

Zitti come pigri, vili, codardi.

Scie chimiche e cambiamenti genetici (Prima parte) - di Zret

















25/08/2009

Kether (pseudonimo), nell'articolo intitolato Il colpo di coda del Drago, (in Fenix n. 7 del maggio del 2009), scrive: "Essendo l'umanità sottoposta ad un'evoluzione originata dal nostro sistema solare che sfugge al controllo dei veri padroni del pianeta, poiché di origine extraplanetaria, assistiamo all'ultimo colpo di coda del Drago il quale agisce in modo subdolo, attraverso un insulso ed inutile attacco con armi tettoniche ed ambientali (H.A.A.R.P.) ed armi psico-fisiche (Silent sound e M.K. Ultra) sia sulla direttrice planetaria sia su quella umana. Ma come avviene tutto questo? Ebbene, con la massiccia diffusione di virus e batteri, guerre inventate di sana pianta, carestie e siccità forzate con incendi dolosi e, per finire, attività subliminali di condizionamento mentale attraverso i media controllati.

Gli strumenti principali di tale attacco sistematico e maniacale sono forniti dall'uso improprio dei sistemi di comunicazione wireless di nuova generazione, dal controllo dei mercati finanziari e dei più potenti gruppi economici che orientano i capitali verso una forma di governance finalizzata a scopi di brama e di violenza nonché dall'azione congiunta di nuovi e pericolosissimi sistemi bellici ambientali, in dotazione agli eserciti più all'avanguardia, usati clandestinamente anche in teatri civili, in violazione della Convenzione di Ginevra. Le incessanti e globali attività di aerosol di sostanze tossiche (scie chimiche) stanno modificando irreversibilmente il nostro clima e provocando inoltre forti interferenze con la frequenza di risonanza terrestre. Tali operazioni creano moltissimi disturbi alla salute delle persone.[...] I più deboli, ma anche i meno consapevoli sono i primi a risentirne: dalle statistiche mediche ufficiali, notiamo un aumento delle patologie infiammatorie ed allergiche, delle malattie connesse con il sistema respiratorio, cardiaco, digestivo e muscolare".

Kether dunque esamina i termini del problema, con gli strumenti interpretativi comuni ad altri ricercatori. Se consideriamo gli aspetti genetici del tema, ci accorgiamo che è plausibile la tesi, ventilata anche da Tom Montalk (pseudonimo), secondo cui le chemtrails sono un mezzo per tentare di impedire un salto genetico. Questa concezione è compatibile con la teoria evoluzionista formulata nel 1972 dai ricercatori statunitensi N. Eldredge e S.J. Gould. Tale teoria, definita degli equilibri punteggiati, scaturì dalla constatazione secondo la quale i dati paleontologici evidenziano che non esistono prove atte a dimostrare un cambiamento graduale delle popolazioni animali e vegetali nel tempo. Si registrano, piuttosto, lunghi periodi durante i quali le forme di vita non si modificano (stasi), separati da brevi lassi temporali in cui avviene la speciazione (punteggiature). Spesso, infatti, i fossili rivelano un’evoluzione “per salti”: secondo i due scienziati, l’albero filogenetico dovrebbe essere completamente ridisegnato.
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E' possibile quindi che, in contrasto con il darwinismo classico, l'evoluzione biologica sia un cambiamento repentino, propiziato da particolari energie. E' tema spinoso: la teoria degli equlibri punteggiati, benché non inficiata dalle incongruenze e dalle enormi lacune del darwinismo ortodosso, implica pur sempre la comparsa improvvisa di nuove specie che resta un fenomeno difficile da inquadrare in una spiegazione complessiva della natura e dei suoi caratteri profondi.

N.B.: Le fonti del presente articolo saranno indicate nella seconda ed ultima parte.

monty python - italian



http://www.youtube.com/user/Firus

Piano Colombia



Documentario sul "Piano Colombia". L'intervento in Colombia degli Stati Uniti ha veramente come obiettivo quello di combattere il narcotraffico ?

http://www.youtube.com/user/duffyMM

Don Gallo ricorda Fernanda Pivano



Il 21 agosto 2009 a Genova è stato celebrato il funerale di Fernanda Pivano nella stessa chiesa, in cui dieci anni prima si era celebrato quello di De Andrè.
Fernanda diceva che avrebbe voluto un funerale religioso solo se a celebrarlo fosse stato don Andrea Gallo.
La funzione è stata celebrata dall’abate locale insieme ad altri preti, tra cui don Gallo. Alla fine della funzione, don Gallo ha potuto prendere la parola commovendo ed entusiasmando tutte le persone intervenute nel ricordo di Fernanda.
A causa di problemi all’impianto di amplificazione sonora non tutte le persone presenti hanno potuto ascoltare le parole di don Gallo, che si possono ascoltare in questa registrazione.

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=11942